Girasoli per i bambini di Gaza
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Sull’iniziativa

Ogni bambino ha diritto alla vita, alla sicurezza e allo stesso valore inviolabile, indipendentemente da dove nel mondo nasce o dal contesto politico in cui si trova.

Contesto

Quello che è nato come un pensiero vicino e locale è cresciuto fino a diventare una manifestazione forte. L’iniziativa ha le sue radici a Ockelbo, dove insieme alla mia famiglia e a cari amici ci siamo uniti per creare un vero campo di girasoli. Nel piccolo e nel quotidiano volevamo creare un luogo della memoria visibile e una manifestazione per il diritto di tutti i bambini alla vita.

L’idea era piantare 20.000 girasoli nella terra. Ogni fiore avrebbe portato la memoria di un bambino perduto e reso più comprensibile una cifra quasi inconcepibile.

Quando la siccità ha devastato il campo e le autorità locali hanno posto fine all’iniziativa, ci siamo rifiutati di lasciare che l’impegno si spegnesse. Insieme abbiamo deciso di non arrenderci e abbiamo spostato invece l’intero progetto online. Quello che è iniziato in un piccolo gruppo a Ockelbo è diventato ora un luogo digitale a cui chiunque voglia può partecipare.

I nostri obiettivi

  • Raccogliere fondi per un sostegno umanitario diretto ai bambini di Gaza.

  • Diffondere conoscenza sulla situazione dei bambini di Gaza e rifiutarci di lasciare che 20.000 bambini uccisi diventino una statistica silenziosa.

  • Coinvolgere persone che si rifiutano di guardare altrove e manifestare insieme per il diritto di tutti i bambini alla vita.

L’ideatrice

Il campo di girasoli è un’iniziativa personale che ho avviato a partire dalla mia formazione in diritti umani, pace e nonviolenza.

Già da giovane, quando ho studiato la Seconda guerra mondiale, ho iniziato a riflettere sul coraggio civile: avrei osato agire se avessi assistito a un genocidio, o sarei diventata una di quelle persone che hanno guardato altrove? Quando nel 2022 sono andata in Palestina, la domanda si è posta in una luce completamente nuova. Ho visto l’occupazione e la pulizia etnica con i miei occhi. Quando abbiamo chiesto come potevamo aiutare al meglio, la risposta è stata semplice: raccontate la nostra storia.

È questa la promessa che ora cerco di mantenere. Due anni e mezzo fa ho versato 12.000 piselli nel consiglio comunale di Ockelbo per rendere visibile quanti bambini fossero stati uccisi allora. Oggi sono stati uccisi più di 20.000 bambini, ed è per questo che costruisco il campo di girasoli. Attraverso 20.000 girasoli proviamo a rendere afferrabile una cifra inconcepibile e ricordiamo il diritto di tutti i bambini alla vita. Rifiutati anche tu di guardare altrove e aiutaci a trasformare l’impotenza in sostegno attivo per il popolo della Palestina.

Katrin Åkerlund

Ritratto di Katrin Åkerlund, ideatrice di Girasoli per i bambini di Gaza

Educazione popolare e democrazia

La democrazia non nasce da sola. È qualcosa che creiamo insieme attraverso il dialogo, la conoscenza e l’impegno.

Quando le questioni di guerra e diritti umani si polarizzano, il compito dell’educazione popolare non è dettare cosa devi pensare, ma offrire conoscenza verificata perché tu possa formarti la tua opinione.

Allo stesso tempo questa iniziativa è un’espressione dello spazio pubblico democratico. Voglio usare l’occasione per esprimere pacificamente una posizione, suscitare riflessione e contribuire a un importante dibattito pubblico su diritti umani, solidarietà e responsabilità internazionale. In fondo si tratta di coraggio civile: rifiutarsi di chiudere gli occhi e difendere il diritto di ogni bambino alla vita e all’uguale valore di tutti.

Il campo di girasoli diventa così un punto d’incontro per la raccolta fondi urgente, la conoscenza, la riflessione e la partecipazione democratica.

Vuoi approfondire?

Quando le opinioni si contrappongono, le verifiche indipendenti diventano decisive. Qui trovi rapporti e documentazione di organizzazioni la cui missione è proteggere i civili e accertare la verità: